“[…] Quella notte ho visto il muro volare e sentito le barriere cadere, nella gente e dentro di me. Ho sentito il polso di una città dal cuore diviso, dal passato scomodo e dalla dignità dimenticata e la gioia delle persone che contagiava ogni cosa. E lì tutto si è sciolto.” 

Petra è fotografa, nasce in un’Italia della fine degli anni settanta da madre ungherese e padre italiano, affronta fin da giovane la multiculturalità e negli ultimi quindici anni, ne attinge a piene mani trasferendosi a Berlino. La sua formazione inizia con le lingue straniere, a Pisa prima e a Berlino poi, dove si laurea nel 2004. Nel 2006 rientra in Italia e si dedica allo studio della fotografia. Nel 2011 torna a Berlino per proseguire il suo cammino artistico-fotografico; qui, nella città dalle tante ferite e dalla storia complessa, comincia anche un percorso di introspezione e studio personale che sembra essere fortemente intrecciato con la ricerca d’identità della città stessa.

Di Berlino hai detto: “Il mio percorso è fatto anche della relazione burrascosa con una città che, dopo anni di incomprensioni, finalmente mi rappresenta”.

“Berlino è una città forte, coraggiosa ed estremamente dinamica, praticamente le stesse parole che utilizzerei se mi chiedessero di descrivermi. Quando sono arrivata qui la città era grigia, segnata da anni di divisione e di paure e si avvertiva una chiara diffidenza nei confronti degli estranei. Ci sono voluti anni per far si che il tessuto sociale tornasse a crescere unito e che l’umore degli abitanti cambiasse. Berlino è una città tenace e in costante movimento, cresce e accoglie; questa è la sua natura.”

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