Létező Falak / Existing Walls. Performance. 2015.

Real, fictitious and fallen walls; walls of flesh and soul, made of concrete and tears

Petra Fantozzi. Létező Falak / Existing Walls. Performance (2015).

Mura reali e fittizie; mura che cadono, fatte di carne e di spririto, di cemento e lacrime

L´artista italo-ungherese inscena una performance che mette in risalto le mura viscerali e territoriali che si formano dentro di noi e come talvolta esse possano cadere. Ognuno di noi porta con se una corazza, ma pochi hanno il coraggio di svestirsene; l´artista combatte contro di essa fino a quando non riesce a liberarsene e ricomincia a respirare liberarmente e a riprendere il contatto con se stessa e col mondo circostante. La pelle diventa confine e metafora della liberazione, di un´educazione dai toni socialisti; é per questo che sceglie di ambientare la sua opera prima lungo il vecchio percorso del Muro di Berlino.

The Italian-Hungarian artist acts a performance that shows how inner and territorial boundaries can fall. We all use to wear armours, most of us do not have the courage to get rid of this. The performance shows the artist fighting against it until she comes out and breathes freely again; the second skin finally lets the real skin free and allows her contact with the real world, to feel the air, the wind and herself again. The performance was filmed on the route of the Berlin Wall, so the skin becomes a metaphor of liberation, also from the socialist influenced education.

Létező falak, existing walls is the debut video performance of Petra Fantozzi in collaboration with Rete Donne Berlino. The collective exhibition Erfüllbare Träume? Italienerinnen in Berlin will be visitable at Museum Europäischer Kulturen in Dahlem (Berlin) from the 31.05.2015 until the 08.01.2017. 

 

Erfüllbare Träume? Italienerinnen in Berlin / Sogni realizzabili? Italiane a Berlino 

Il progetto partecipativo di una rete italiana di donne migranti in collaborazione col Museum Europäischer Kulturen di Berlino “ Sogni realizzabili? Italiane a Berlino” è un riuscitissimo esempio  di questa nuova “cultura del benvenuto” che mostra al pubblico tedesco con quali sentimenti e con quali oggetti queste giovani rappresentanti della nuova mobilità hanno lasciato l’Italia.

“La nuova mobilità si radica come elemento strutturale della cultura europea di pace. I singoli individui decidono di dare seguito alle proprie aspirazioni e si recano nel luogo dove reputano che siano realizzabili”afferma Luciana Degano, una psichiatra italiana che, ormai da anni, lavora e vive a Berlino. Al contempo anche la Germania, dopo anni di ostinata convinzione nel non volersi riconoscere come paese di immigrazione, ha cambiato il suo atteggiamento nei confronti degli stranieri mostrando ora maggior tolleranza e rispetto per poter facilitare il processo di integrazione dei nuovi arrivati. Testo di Lisa Mazzi

 Reso possibile grazie ai finanziamenti del Preußischer Kulturbesitz e appoggiato dall’Istituto Italiano di Cultura di Berlino, ReteDonne Berlino ha presentato un progetto interdisciplinare che prevede un’esposizione di opere realizzate da un gruppo di giovani creative italiane, attive nel campo di diverse arti espressive (Giulia Filippi, Ornella Orlandini, Elena Giampaoli, Petra Fantozzi, Daniela Spoto, Eloisa Guarracino, Sara Di Pede e Francesca Amata).

Testo di Tania Tonelli