IL PROGETTO

QUANDO LA LUNA MI CHIAMÒ FIGLIA

SEGNA IL PUNTO DI PARTENZA PERSONALE E FISIOLOGICO PER LO SVILUPPO DEL METODO

FOTOGRAFIA EMOZIONALE

Uno strappo avvenne

un giorno sulla mia pelle.

Lasció passare la luce e in un attimo

fu troppo tardi per tornare indietro.

Fiumi d´argento danzarono,

la portarono via con gentilezza.

Mi dissero: la luce non é all´inizio

ma in tutta l´acqua che scorre.

La Luna mi chiamò Figlia

e non persi mai piú la strada di casa.

Ho lavorato a questo progetto nell´anno 2016/2017, durante il quale frequentavo il seminario di Grit Schwerdtfeger alla Ostkreuz Schule. Il seminario era finalizzato al miglioramento della narrativa e linguaggio stilistico fotografico. Dovendo scegliere un progetto per la mostra finale dal titolo “ABSEITS” (in tedesco, fuori luogo, fuori gioco, altrove).  Dentro di me ho pensato
 

non c´è niente di più fuori luogo di me stessa! La mia storia sarò io

Lavorando su me stessa, sugli aspetti più spigolosi, sul femminile e sul maschile che sono dentro di me, ho constatato come i sentimenti negativi che nutrivo verso me stessa si trasformassero e diventassero delle vere e proprie carezze date all´anima, nell´intimo. 
Attraverso questo progetto mi sono riscoperta; ho scoperto che è bello essere ciò che si è e accettarsi con i propri limiti, nella consapevolezza di voler migliorare ogni giorno per diventare una persona migliore. Ho scoperto che il mio viso è più bello quando sorride e anche il mondo intorno a me lo è. 
 

Da qui nasce il desiderio di condividere questa esperienza con altri, fornire i mezzi espressivi necessari per capire sè stessi attraverso, perchè no, la fotografia, come se ogni foto fosse il frammento di uno specchio che ti mostra chi sei…