Reso possibile grazie ai finanziamenti del Preußischer Kulturbesitz e appoggiato dall’Istituto Italiano di Cultura di Berlino, ReteDonne Berlino ha presentato un progetto interdisciplinare che prevede un’esposizione di opere realizzate da un gruppo di giovani creative italiane, attive nel campo di diverse arti espressive (Giulia Filippi, Ornella Orlandini, Elena Giampaoli, Petra Fantozzi, Daniela Spoto, Eloisa Guarracino, Sara Di Pede e Francesca Amata).

"La nuova mobilità si radica come elemento strutturale della cultura europea di pace. I singoli individui decidono di dare seguito alle proprie aspirazioni e si recano nel luogo dove reputano che siano realizzabili” 

afferma Luciana Degano, una psichiatra italiana che, ormai da anni, lavora e vive a Berlino. Al contempo anche la Germania, dopo anni di ostinata convinzione nel non volersi riconoscere come paese di immigrazione, ha cambiato il suo atteggiamento nei confronti degli stranieri mostrando ora maggior tolleranza e rispetto per poter facilitare il processo di integrazione dei nuovi arrivati.

Il progetto partecipativo di una rete italiana di donne migranti in collaborazione col Museum Europäischer Kulturen di Berlino “Sogni realizzabili? Italiane a Berlino” è un riuscitissimo esempio  di questa nuova “cultura del benvenuto” che mostra al pubblico tedesco con quali sentimenti e con quali oggetti queste giovani rappresentanti della nuova mobilità hanno lasciato l’Italia.

Quando alla fine del 2014 si è presentata l’opportunità di allestire una mostra all’interno del Museum Europäischer Kulturen, l’occasione era troppo preziosa per non essere colta con entusiasmo. Le giovani donne italiane infatti, avrebbero avuto per la prima volta la possibilità di farsi conoscere veramente, contribuendo a scardinare gli stereotipi che spesso accompagnano la vita delle migranti, sia all’interno della comunità tedesca che di quella italiana. Definire la tipologia degli interventi e il messaggio che ReteDonne Berlino avrebbe voluto trasmettere però non è stato facile, proprio perché il gruppo era stato fondato da poco, ma avrebbe dovuto farsi ambasciatore di un’identità comune e di un messaggio rappresentativo per tutte.

“Erfüllbare Träume? Italienerinnen in Berlin” è un titolo scelto con cura, all’interno del quale il punto interrogativo rappresenta proprio la possibilità aperta (e non certa), che molte hanno inseguito migrando a Berlino: l’occasione che premia la meritocrazia, le abilità e la determinazione, aiutate perchè no, da un pizzico di fortuna. 

Berlino è una tappa, una meta, a volte una parentesi per la donna italiana che in questi anni si sente sopratutto europea e parte di una comunità che gode del privilegio di poter viaggiare liberamente e che intende sfruttare al massimo questo vantaggio per poter crescere. Da qui l’importante sinergia con il museo e la sua collezione, che ci hanno offerto l’occasione di dialogo fra esposizioni, linguaggi e prospettive, e l’opportunità di interrogare noi stesse, permettendoci di raggiungere un pubblico vasto e curioso di conoscere meglio la Babele di persone che vivono in questa città.